Sistemi per la protezione passiva del fuoco.
14-09-2011

Nell'ultimo numero 8/11 della rivista Antincendio nella rubrica 'L'angolo Tecnico' è apparso un articolo a cura di Luciano Nigro, il quale, rispondendo ad un quesito posto da un professionista, fa delle considerazioni dettate dalla logica e dal buon senso che dovrebbero far meditare tutti i soggetti legati alla protezione antincendio in Italia.

La questione è sollevata da un progettista alle prese con il progetto di un edificio che supera i 100 metri di altezza e, preso atto che la vigente normativa nazionale non si è adeguata ad una realtà che si sta diffondendo sempre più anche in Italia, si domanda ...."Quale responsabilità mi assumo, oggi che la sicurezza antincendio diventa sempre più un fatto privato del professionista (vedi SCIA e quant'altro) piuttosto che una "concessione" dell'ammnistrazione pubblica, nell'ignorare completamente quello che accade appena oltre i nostri confini (Francia , Germania , ecc)?. Se dovesse scoppiare un incendio ad esempio al 28° piano di un edificio  a quali responsabilità potrei essere chiamato a rispondere da un giudice particolarmente attento?".........

Nigro cita alcuni esempi di casi già verificatisi per altri tipi di strutture e, in considerazione di quanto riportato, conclude che "...il Professionista si deve comportare considerando lo stato dell'arte a prescindere dalla legislazione oggi vigente..."
Le autorizzazioni, le pratiche amministrative. ecc "...non sollevano il progettista dall'obbligo di progettare l'edificio secondo i moderni standard tecnici e progettuali..."

Vi è di cui meditare per tutti.